Intervista a Mark Zoro

Mark Zoro

E' ancora stordito dall'entusiastica accoglienza della popolazione di Cursi, di cui ora fa a tutti gli effetti parte, Mark Zoro. Difficile avvicinarlo per parlargli, preso com'è dalle numerose richieste di autografi e foto.

D.: Mark Zoro, alla fine di questa giornata cosa rimarrà?

R.: Molto, moltissimo. Intanto la cordialità di questa gente. La sensibilità che ho rilevato verso un problema come quello sul razzismo. E poi, il ricordo di una bella giornata in compagnia di questa popolazione che è diventata anche mia.

D.: Qual è stata la sua reazione all'offerta che gli veniva fatta da un paese tanto lontano dal suo mondo calcistico e geografico?

R.: Senza dubbio di sorpresa, almeno inizialmente. Poi, la piacevole considerazione di non essere solo, che in una battaglia di civiltà un paese a me sconosciuto si schierava interamente al mio fianco. Voleva dire che il mio gesto era stato apprezzato. Che il problema c'è ed è percepito fortemente dalla gente, almeno quella semplice. Voleva dire che non ero solo di fronte alla violenza.

D.:Quando ha preso quel pallone fra le mani cosa ha pensato?

R.: Nulla. Ho avuto una reazione immediata ed istintiva. Immediatamente dopo, però, mi sono sentito solo di fronte alle insistenze dei miei colleghi, anche interisti, di lasciare perdere, di ritornare a giocare. Perché erano cose che succedevano su tutti i campi di calcio. Ma così non era per me. Senza volerlo ho iniziato una battaglia che, ora, vedo condivisa. Grazie Cursi.

D.: In tutti i continenti c'è razzismo, secondo qualcuno. Cosa pensa lei?

R.: Io penso che c'è una sola razza ed una sola umanità. Mi ha molto colpito proprio questo nell'abbraccio del Salento. La capacità di coinvolgere i ragazzi intorno ad un problema così importante per il loro domani.

D.: Ora se ne torna a Messina. E di Cursi se ne dimenticherà?

R.: Guardi, anch'io ho famiglia. Ne voglio parlare con mia moglie. Ma mi piace l'idea di ritornare ad apprezzare direttamente, senza formalità, il senso di ospitalità e di umana solidarietà e fratellanza che ha espresso il paese.

CATEGORIA
dai giornali
DATA PUBBLICAZIONE
27 febbraio 2006
FONTE
Quotidiano di Lecce del 21 febbraio 2006
AUTORE
Fernando Durante
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