
Mark Zoro, il calciatore di colore della Costa d'Avorio in forza al Messina, è cittadino di Cursi.
Visibilmente emozionato dall'accoglienza riservatagli, il calciatore ha partecipato alla cerimonia, imbarazzato dal tono dell'ufficialità. In uno stentato italiano ha - però - voluto ringraziare il paese per l'immediata scelta di essere al suo fianco contro ogni forma di intolleranza.
Come si ricorderà, l'idea di concedere la cittadinanza onoraria ha avuto inizio a seguito dei cori razzisti di alcuni tifosi interisti contro il calciatore ivoriano. L'episodio risale alla partita casalinga del Messina contro la squadra dell'Inter, nel novembre scorso. In quella occasione, Zoro, evidentemente contrariato da quelle invettive, consumate - fra l'altro - fra le mura amiche, prese il pallone fra le mani e si avviò verso gli spogliatoi, invitando gli altri colleghi a seguirlo. Fu una azione eclatante. La partita proseguì, con inevitabile coda di polemiche e dibattiti. Un coro di indignazione si levò da tutta Italia. Anche il mondo sportivo condannò l'accaduto, non solo quello calcistico.
Cursi, con in testa il suo sindaco Edoardo Santoro, decise subito di schierarsi accanto al calciatore. Cittadinanza onoraria in questo paese che vanta lunghi contatti con l'Africa, con i missionari, con le aree più povere della terra. Ieri la cerimonia, con la sola brillante assenza di un rappresentante del Messina Calcio, società pure invitata.
È stata una cerimonia festosa, con grande partecipazione popolare; una mattinata gioiosa all'insegna della solidarietà e della fratellanza, vissuta intensamente da tutto il paese. Ad annunciare l'avvenimento è stata la fanfara albanese, di Tirana, con la sua allegra musica balcanica. L'onorificenza è stata conferita a Zoro con una seduta di Consiglio comunale a ranghi completi.
Ovvia l'unanimità dei consiglieri; scontata è stata l'immediata esecutività della delibera. E' seguito un applauso scrosciante, accompagnato dal rumoreggiare dei piedi sulle impalcature che circondavano il palco centrale, da parte degli alunni delle scuole, assiepati sulle gradinate disposte dall'amministrazione comunale. Tutto il paese ha invaso piazza Pio XII, la principale del paese, attrezzata per l'occasione. È stato il sindaco Edoardo Santoro a sottolineare il valore dell'incontro: «Questa per noi è la prosecuzione di un'idea che non ha fatto altro che rispecchiare la nostra vera identità di accoglienza e di tolleranza. Un pensiero è andato ai fatti di questi giorni che, drammaticamente, sembrerebbero andare in senso opposto a quello di essere parte di una unica umanità. Tollerante ed aperta ad altre professioni di fede, di civiltà, di appartenenza».
E quasi a incarnare tutto questo era presente un ex parroco del paese, già missionario in Africa, don Totò Mileti, che, fra l'altro, ha ricevuto l'impegno da parte del primo cittadino a raccogliere fondi per l'acquisto di 400 lenzuola per quelle popolazioni. In Kenia. dov'è stato, ha "donato" un pozzo artesiano a quelle comunità proprio grazie ad una raccolta di fondi avviata qui a Cursi. «E' stata terra di emigranti, la nostra - ha continuato il sindaco - milioni di uomini e donne, in un secolo, dalle miniere del Belgio alle campagne del Midi francesi, alle fabbriche di Germania e Svizzera, hanno preso e donato, cercando sempre il rapporto con il mondo». Da questo "esodo biblico", ha concluso il primo cittadino, che ha provocato "tante sofferenze, è maturato il «sentimento di solidarietà condivisa». Ora il paese ospita lavoratori di colore con le loro famiglie. Un loro figlio nascerà fra poco e sarà cittadino cursiato. Zoro ha ricambiato l'offerta delle chiavi della città, offrendo la sua maglia del club sullo stretto. La piazza è stata tutta colorata dai ragazzi delle scuole dell'obbligo. L'hanno vivacizzata con i loro striscioni sui quali hanno dichiarato la propria opposizione ad ogni forma di razzismo. «Prendiamo a calci l'intolleranza», hanno scritto gli alunni. Ed ancora: "Tutti diversi ma... sotto lo stesso tetto", "Un grido si leva dal Salento: stop al calcio violento", "Zoro a noi vicino perché di Cursi cittadino".
Una giornata incredibile, terminata con l'invasione dei ragazzi sul palco alla ricerca di foto ricordo e autografi dell'ospite. Una lunga mattinata di solidarietà umana e di tolleranza, di impegno civile. Che rimarrà negli occhi. E rimarrà nel cuore.