
Una colonna in pietra leccese da affiancare al monumento romano che domina il porto di Brindisi e che, nel diciassettesimo secolo, è rimasto orfano della gemella, donata a Lecce come ex-voto a Sant'Oronzo.
L'offerta viene dal sindaco di Cursi, Edoardo Santoro, che ha scritto al sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, garantendo la disponibilità della comunità locale per la realizzazione di una colonna in pietra leccese, «in modo tale - si legge nella lettera - che ciò costituisca un momento di forte attenzione verso ciò che viene enunciato come Grande Salento».
La lettera di Santoro arriva dopo il no deciso di un altro sindaco, Paolo Perrone, che ha risposto in maniera negativa alla richiesta di Mennitti di riavere indietro la colonna in cima alla quale oggi c'è la statua del patrono di Lecce. Rivolgendosi a Mennitti, il sindaco di Cursi scrive ancora: «Conoscerà senz'altro il valore storico ed artistico che un materiale come la pietra leccese rappresenta per l'intero territorio salentino, per cui l'iniziativa da noi proposta rappresenta l'inizio di un percorso che potrà utilizzare nei modi e nelle forme che riterrà opportuni, indipendentemente da quelle che sono le diverse colorazioni politiche, soprattutto perché in questi settori sono le sinergie tra le diverse amministrazioni a rappresentare un punto di svolta per lo sviluppo del nostro territorio cui tutti siamo chiamati a contribuire».
Mennitti ha telefonato al suo collega di Cursi e lo ha ringraziato per la disponibilità. Nel frattempo, il primo cittadino di Brindisi si è attivato per dare vita ad una commissione di esperti a cui affidare il compito di studiare la complessa vicenda legata alla storia delle due colonne romane.
Mennitti non intende recedere dalla sua decisione di recuperare l'identità storica e culturale della città e, per lui, tutto comincia dal recupero del monumento simbolo del territorio.
Approfondimento.
La storia della colonna romana sul sito web del Comune di Brindisi.