
Il Comune di Cursi, in collaborazione con la Regione Puglia, la Provincia di Lecce, l'U.S. Lecce e la Consulta Provinciale per l'immigrazione, ha dato il via venerdì 17 febbraio alla rassegna "I figli di Annibale", connessa alla Settimana Salentina della Solidarietà. Un'iniziativa che, come spiega il Sindaco di Cursi Edoardo Santoro, nasce innanzitutto dal forte legame che la città salentina ha con la Terra d'Africa, con la Tanzania in particolare, dove, grazie alla generosità dei Cursiati, nel 1985 fu costruito un pozzo artesiano e dove nel 2005 è stato inviato un pulmino per il trasporto dei bambini a scuola.
A partire dal convegno di apertura "La nostra Africa", un denso calendario di appuntamenti musicali, gastronomici e sportivi si è articolato fino a lunedì 20, giorno "clou" della rassegna.
Durante la mattinata si è infatti tenuta la cerimonia del conferimento, da parte dell'Amministrazione Comunale di Cursi, della Cittadinanza Onoraria al giocatore del Messina Mark Kpolo Zoro. All'interno della rassegna è stato dato largo spazio alla cultura e alla musica, con iniziative come il concerto dell' "Orchestra Multietnica" della Provincia di Lecce, l'esibizione dei "Percussionisti d'Africa" e quella della "Fanfara di Tirana". L'evento vanta inoltre un testimonial d'eccezione, il noto giornalista sportivo ldris Sanneh. Un segno forte, quello della Città di Cursi, che rende senz'altro onore a tutto il Salento, già famoso per il sentimento d'accoglienza che da sempre lo contraddistìngue.
D.: Signor Zoro, ci racconti del suo arrivo in Italia.
R.: Sono arrivato qui nel 1999, insieme a dei compagni della Costa d'Avorio, dopo che un agente ci aveva notati. Lasciare l'Africa è stato difficilissimo, ma quando insegui un sogno, i sacrifici sono meno pesanti da affrontare.
D.: Durante la partita del 27 novembre lei è stato attaccato con dei cori razzisti. Era la prima volta?
R.: No, era successo altre volte, ed anche ad altri prima di me. Purtroppo gli stadi sono luoghi in cui cose di questo tipo succedono spesso. Io però a differenza di altri ho ritenuto giusto fermare il gioco, per dare più importanza alla questione.
D.: Durante la partita del 27 novembre lei è stato attaccato con dei cori razzisti. Era la prima volta?
R.: No, era successo altre volte, ed anche ad altri prima di me. Purtroppo gli stadi sono luoghi in cui cose di questo tipo succedono spesso. Io però a differenza di altri ho ritenuto giusto fermare il gioco, per dare più importanza alla questione.
D.: Se avesse di fronte coloro che l' hanno offesa,cosa direbbe loro?
R.: Cosa si può dire a delle persone così ignoranti ed intolleranti? Sicuramente ricorderei loro che lo sport è innanzitutto divertimento, e che è bene tenere lontana la politica dai campi da gioco.
D.: Crede che esistano dei provvedimenti adeguati per arginare o eliminare la possibilità che tali eventi si ripetano?
R.: Non credo. Come sappiamo la faccenda è stata affrontata in diverse occasioni. Credo che l'unica soluzione sia intervenire alla radice del problema, puntando sull'educazione delle persone, in particolare dei bambini, alla tolleranza e al rispetto.
D.: Era mai entrato a contatto col Salento prima d'ora?
R.: Ho giocato a Lecce con la mia squadra, ma nient'altro.
D.: Domani sarà cittadino onorario di Cursi: impegni professionali permettendo, crede che in futuro tornerà spesso qui?
R.: La Cittadinanza Onoraria di Cursi mi rende felicissimo. Tengo a precisare che molte altre città mi hanno fatto proposte di questo genere, io però le ho rifiutate tutte, perché col mio gesto non intendevo ricercare nulla in cambio. Inoltre, se tornassi indietro non credo che lo rifarei: il mio è stato un gesto istintivo di cui non vado fiero. Tuttavia, Cursi si è mossa praticamente all'indomani dell'accaduto, così ho deciso di accettare la sua proposta. Spero davvero di ritornarci il più presto possibile.