
Si è dato avvio, in queste settimane, alle opere di infrastrutturazione delle zone industriali di Alessano, Botrugno, Minervino, Racale, Sanarica, Specchia, Supersano, Taurisano e Cursi. Sono stati approvati, buona parte dei progetti, individuati seguendo criteri di priorità, favorendo le zone industriali esistenti, con strutture di base di livello elevato o con maggiori richieste dalle aziende.
A questi paesi si aggiungono i centri servizio di Calimera, Tuglie e Cursi, coinvolti in questo primo step dagli appalti previsti dalla Misura 4.2 Por Puglia Asse IV Sistemi locali di sviluppo nell’ambito del Progetto Integrato Territoriale Pit 9 Salento, per un importo complessivo delle opere pari a circa 6milioni 400mila euro, cifra disposta ben presto ad estendersi anche ad altri comuni interessati, come Alliste, Collepasso, Giuggianello, Martano, Sannicola, e l’Unione dei Comuni dell’Entroterra Idruntino (Cursi, Cannole, Palmariggi, Bagnolo).
Finalizzati ad interventi di completamento e miglioramento delle infrastrutture di supporto e qualificazione dei bacini logistici dei sistemi produttivi privati, i lavori previsti nelle zone industriali nell’ambito del Pit9 di fatto costituiscono il nucleo centrale delle azioni individuate dal Progetto, allo scopo di rendere attrattive le aree produttive salentine, e ottimali le condizioni di insediamento per le imprese, non solo locali.
Antonio Melcore, assessore alle politiche produttive del comune di Comune di Cursi e responsabile per la Provincia di Lecce di progetti comunitari, racconta degli esordi del Pit9 che “all’inizio prevedeva il recupero e la valorizzazione del tessile-manifatturiero. Oggi, dopo varie lotte, è compreso anche il comparto estrattivo”. Cursi, insieme con altri due comuni (Calmiera e Tuglie), ha avuto i finanziamenti come Centro servizi. Questi tre centri offriranno servizi a diversi livelli, saranno veri e propri punti di riferimento per i paesi limitrofi e per il loro bacino di utenti.
Dopo l’infrastrutturazione delle zone industriali, l’ambizioso progetto degli investimenti prevede un piano di marketing territoriale unitario. Le aree finanziate dal Pit 9 avranno un portale web con una visibilità globale e una maggiore possibilità di investitori per il Salento. “Le imprese territoriali e non, laddove esistono particolari condizioni di vantaggio, investono e danno vita a nuovi insediamenti. Una zona industriale capace di garantire condizioni materiali interessanti contribuisce all’appeal di un territorio e alla sua capacità di intercettare investimenti soprattutto in previsione di creare nuove filiere produttive. Nel costruire il disegno del Pit9 questo era uno degli obiettivi prefissati, adesso finalmente in via d’attuazione”. Così si legge nella nota di Remigio Venuti, sindaco di Casarano e capofila Pit9.