Dal Senegal al Salento: la storia di Ousmane e Fatou Kine, cursiati di adozione.

Ousmane e Fatou Kine, Edoardo Santoro, Antonio Melcore, Antonio Turi, Fin dai tempi dei grandi sbarchi avvenuti in Italia nei primi anni novanta, ma anche procedendo a ritroso nel tempo, il nostro Paese vive il ruolo di nazione-miraggio, crocevia di popoli e culture. Oggi più che mai, l'talia si ritrova a dover fare i conti con tutto ciò che il fenomeno dell'imigrazione comporta sul piano degli oneri da assolvere per favorire l'integrazione fra culture da una parte e per contrastare l'immigrazione "selvaggia" dall'altra. Compito per nulla semplice: conciliare valori e codici culturali tanto diversi, soprattutto nelle condizioni di scarsa "socializzazione" in cui si trovano i cosiddetti gruppi marginali, come quelli degli immigrati, è effettivamente materia assai complessa. E se l'integrazione è impresa ardua, dopo i fatti criminosi che hanno coinvolto le comunità rumene, essa appare ancora più lontana, poiché criminalità e bisogno di sicurezza sociale si rincorrono in un circolo vizioso, dando vita inevitabilmente a fenomeni di paura e intolleranza. Ma la realtà italiana è anche altro, e sono molti i casi di immigrati che, nel rispetto delle regole, hanno trovato nel nostro Paese (e anche nel Salento) una seconda casa. E' il caso, per esempio, di due giovani senegalesi, Ousmane e Fatou Kine, residenti a Cursi dal 2002: la loro storia dimostra come sia possibile stabilire una convivenza pacifica con la popolazione ospitante, nel segno della tolleranza e del pieno rispetto reciproco. Ousmane e Fatou Kine si sono sposati nel 2006 proprio a Cursi, e il loro matrimonio è stato un momento di festa non solo per la comunità senegalese di Lecce, di cui fanno parte, ma anche per la stessa comunità cursiata, che si è stretta intorno alla giovane coppia, la prima "di colore" a contrarre matrimonio nella cittadina salentina. "Sono venuto qui per lavorare" afferma Ousmane parlando di come spesso sia difficile l'inserimento degli immigrati in un Paese straniero "e credo che se parti con l'idea di voler lavorare, trovi sempre qualcuno che ti dà una mano, basta un po’ di buona volontà". Il giovane sottolinea di sentirsi "fortunatissimo" perché fin dall'inizio Cursi si è dimostrata ospitale con la sua famiglia, e né a lui né a sua moglie, è stata mai manifestata alcuna intolleranza. Ousmane e Fatou Kine hanno anche un figlio di un anno e mezzo, Mamadou, che frequenta l'asilo nido a Cursi. Entrambi lavorano e sono dunque pienamente inseriti nella popolazione cursiata. Verso la giovane coppia si è creato un vero e proprio "ponte di solidarietà", una sorta di mediazione spontanea fatta di partecipazione e dimostrazioni di affetto, tutti elementi che non possono che rinforzare la loro appartenenza alla comunità ospitante. Ottimo anche il loro rapporto con le istituzioni, soprattutto da quando a Cursi è stato istituito, nel marzo scorso, uno sportello dei "Diritti e Servizi per l'immigrazione”. "Abbiamo sempre rivolto un'attenzione particolare alla famiglia di Ousmane" afferma Edoardo Santoro, Sindaco di Cursi, ricordando anche che in occasione del matrimonio della coppia i consiglieri comunali hanno regalato ai due giovani l’album di nozze. A riprova dell'avvenuta integrazione della famigliola senegalese, Ousmane conclude il nostro incontro con una frase che possiamo considerare davvero un bel complimento: "qui nel Salento ho ritrovato un po’ della mia Africa".

CATEGORIA
dai giornali
DATA PUBBLICAZIONE
03.12.2007
FONTE
Belpaese del 01.11.2007
AUTORE
Albina Seviroli