
Cominciamo così. "Sulla Shoah è stato detto tutto e tutto resta da dire". Proprio vero. La frase pronunciata da Elie Wiesel, scrittore rumeno ebreo sopravvissuto all'Olocausto e Premio Nobel per la pace nel 1986 è proprio azzeccata. Sullo sterminio perpetrato dai nazisti agli Ebrei ci sono pagine e pagine di testimonianze dirette. Gente comune, gente di vita tranquilla e serena, uccisa solo perché non era di razza ariana. Atroci storie raccontate come se fossero fantascienza pura, di viaggi cominciati senza una mèta. Si brancolava nel buio, per andare chissà dove. Se lo chiedevano in tanti, nessuno sapeva dare una risposta. Forse meglio così. Perché se l'avessero saputo non avrebbero portato con loro quella sottile speranza che li legava alla vita e alla forza di svegliarsi il mattino seguente. Testimonianze vere dunque, e poca immaginazione. Neanche i bambini potevano avere un loro sacrosanto diritto di fantasticare. I sogni, le speranze, i primi amori...no. Niente di tutto questo era permesso. A loro spettava solo la morte. Momenti che devono essere ricordati. Il giorno è il 27 gennaio. Per non dimenticare. E non li hanno certamente dimenticati gli alunni delle terze classi dell'"Istituto Comprensivo di Cursi", i quali partecipando ad un concorso promosso dal Ministero dell'Istruzione dal titolo "I giovani ricordano la Shoah" hanno vinto il 1° premio nazionale. Dopo aver superato le selezioni provinciali, regionali, riceveranno il premio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dal Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, il 25 e il 26 gennaio. La loro fantasia li ha portati ad andare oltre la realtà turbolenta, monotona, nascosta della piccola Anna Frank, ad immaginare cosa avrebbe potuto fare, cosa avrebbe potuto scrivere sul suo diario segreto, se quella maledetta malattia, il tifo, le avesse permesso di sopravvivere per altre tre settimane, fino all'arrivo delle truppe britanniche. La liberazione. Un tuffo nel passato, per i piccoli scrittori salentini, per addentrarsi nei tunnel bui, voluti dal Fuhrer, per "reincarnarsi" nella piccola Anna e falla rivivere con le sue gioie, le sue speranze da piccola donna "libera". Il capolavoro si intitola: "Il diario, mai scritto, di Anna Frank". La Dirigente dell'Istituto, dr.ssa Pasqualina Tau, ha così commentato la vittoria. "Con questo lavoro, i ragazzi hanno dato i loro sentimenti a quelli del passato, rivivendo i momenti più tragici della nostra storia per poter sperare nella costruzione di un futuro migliore". Questo vuol dire ricordare!