Caro Padre Gianni,
siamo 4 alunne della scuola primaria di Cursi che frequentano la 5-A.
Vorremmo chiederle come mai ha deciso di lasciare la sua famiglia, il suo paese e tutte le comodità che le offrivano per diventare sacerdote, ma soprattutto missionario.
Noi sappiamo che la Tanzania è un paese molto povero, quindi vorremmo sapere qual è il motivo che l'ha spinta ad andare proprio in questa comunità.
Secondo noi il lavoro che sta svolgendo è di grande aiuto per tutti i bambini che non sono fortunati come noi.
Tutte noi vorremo aiutarla comprando degli oggetti utili per poi darli a lei quando ritornerà a Cursi e portarli ai bambini di quella comunità.
Ci potrebbe dire quando tornerà a Cursi?
Cordiali saluti.
Carissime amiche,
certo non è semplice rispondere alla vostra domanda.
Avevo la vostra età quando con due amici decidemmo di entrare in seminario. Volevo veramente diventare prete? Non lo so.
Ma quella esperienza in seminario mi ha aiutato a maturare, a riflettere e finalmente a decidere.
Da sempre ero attirato dalle persone che avevano più bisogno. Questo sentimento pian piano si è trasformato nel desiderio
non di fare solo qualche piccolo sacrificio, ma di dare tutta la mia vita per coloro che hanno bisogno.
Non è una cosa semplice e nemmeno qualcosa che si scopre da un giorno all'altro.
Ci vuole tempo e anche coraggio. Non che questo mi renda un eroe. Solo il coraggio di decidere per la propria vita secondo
i più intimi desideri.
I cristiani sono consueti a chiamare questa con il nome di "vocazione".
E' qualcosa che nasce in te, di vero, di bello, ... e che pian piano emerge ... e con coraggio si decide.
Lasciare la famiglia, gli affetti non è facile.
Non significa abbandonare coloro che ti vogliono bene e a cui tu vuoi bene.
Si continua a voler loro bene, e forse anche di più!
Io devo ringraziare molto la mia famiglia che, nonostante la fatica e anche il dolore di vivere lontani e di vedersi poco,
mi ha sempre accompagnato e aiutato in questo cammino.
L'amore che uno ha dentro, se è genuino e vero, non si divide tra coloro che uno ama, ma si moltiplica, il cuore raddoppia, triplica....
Essere in Tanzania per me oggi, non è un sacrificio, è una gioia.
E' vero, la gente è povera, non ci sono tutte le comodità
a cui siamo abituati in Italia, spesso manca l'acqua, la luce. Nonostante questo per me è bello stare qui perché questo
realizza quella "vocazione" di cui parlavo prima.
Cosa potete fare voi?
Comprare delle cose che poi io possa portare qui, mi sembra un po' difficile. Quando si viaggia in aereo si possono
portare poche cose soltanto.
Ecco, potete organizzarvi e risparmiare qualcosa. Sono sicuro che insieme potreste
raccogliere a sufficienza per far studiare una bambina per un anno.
Non vi dico quanto costa, quando rientro in Italia, e non sarà molto presto, mi farete sapere quanto avrete raccolto.
Sono sicuro che sarà sufficiente per far studiare una bambina.
Grazie mie piccole amiche per la vostra curiosità e anche per la vostra voglia di fare qualcosa per chi più ne ha bisogno.
Un abbraccio.
p.gianni
Dar Es Salaam, 26 febbraio 2008
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