Carissimi ragazzi,
sono proprio felice di poter leggere la vostra email.
Innanzitutto vi chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma dal posto in cui sono non è facile collegarsi giornalmente
con internet. Spero presto di riuscire a risolvere questo 'piccolo' problemino per essere poi più veloce nel rispondere.
Provo a rispondere alla vostre domande.
Cosa fa un missionario tutti i giorni?
Non è semplice raccogliere in poche righe il lavoro che svolge un missionario.
Innanzitutto tanti sono i campi che vedono impegnati i missionari. Ci sono le missioni che corrispondono
alle nostre parrocchie ma con la differenza della grandezza.
A Cursi per esempio il parroco potrebbe girare tutta la sua parrocchia a piedi in poco tempo,
mettiamo mezza giornata! Nella maggior parte delle nostre parrocchie in missione, non basta una settimana per girare
tutto il territorio con la macchina.
In queste missioni il missionario gira per i villaggi, celebra la Messa,
va a visitare gli ammalati, incontra i gruppi di ragazzi, giovani e adulti che vogliono diventare cristiani e per questo
fanno un cammino di catechesi, va nelle scuole, ...
Tutto ciò viene fatto di villaggio in villaggio.
Come vedete non c'è spazio per la noia!
Ma questo è solo uno dei tanti aspetti della nostra missione. Ci sono missionari che sono impegnati nel campo della salute, negli ospedali per esempio. Ma non solo come cappellani, ma come veri e propri amministratori degli ospedali stessi. Oppure missionari impegnati nelle scuole, soprattutto secondarie e tecniche. Insegnano, dirigono, seguono anche la formazione dei giovani che nella maggior parte vivono nella scuola (da noi si chiamerebbero collegi).
Mentre in Italia è facile trovare un ospedale o una scuola, qui in Tanzania non è proprio così. Ecco che la missione per noi significa anche impegnarsi là dove ci sono i maggiori bisogni della gente che altrimenti non sarebbero soddisfatti.
Personalmente, sono il direttore di una rivista missionaria per il Tanzania,
quindi scritta nella lingua locale perché tutti la possano leggere.
E' uno strumento veramente missionario che aiuta nella formazione della gente, aiuta al dialogo,
alla conoscenza della realtà locale ma anche all'apertura alle realtà del mondo, ... e tante altre cose.
Per cui ogni giorno sono impegnato a ricercare articoli, leggere, tradurre, correggere, impaginare, ... Non solo!
Con altri due missionari abbiamo aperto una nuova comunità, il Consolata Mission Centre.
Siamo nella fase finale delle costruzioni, ma nell'arco di quest'anno dovremmo iniziare le attività per cui questo
Centro sta nascendo: la formazione di gruppi, giovani, religiosi e laici, ... C'è veramente un estremo bisogno di formazione
in Tanzania. Lo chiede la gente stessa che ha veramente il desiderio di crescere e maturare, nella fede ma anche nelle questioni sociali. Ci occuperemo di entrambi!
Brevemente rispondo alla altre domande.
L'alimentazione principale in questo paese è la polenta, pasto quotidiano della maggioranza della gente,
e anche il riso che però è essenzialmente riservato per le feste. Il tutto accompagnato da fagioli, oppure da verdure come,
per esempio, spinaci, cavoli, foglie di zucca o di fagiolini. Da un po' di tempo si trova anche la pasta e tante altre
cose a cui noi europei siamo più abituati. Anche questi altri cibi, pane incluso, stanno diventando abbastanza comuni e stanno arrivando in quasi tutte le famiglie.
E le tradizioni?
Ce ne sono... e tante! Le più comuni e più visibili sono quelle che riguardano la sepoltura dei morti. Dipende dalla tribù di appartenenza. I morti vanno seppelliti in determinato modo: alcuni lo seppellescono di fianco; altri lo avvolgono in un lenzuolo e poi applicano una piccola apertura all'altezza della bocca in modo "che posso continuare a respirare e mangiare". Ce ne sono tantissime. Forse un giorno potrò descrivervi qualcosa con maggiore accuratezza.
Veramente grazie per la vostra email. Vi ricordo e vi abbraccio tutti.
p.gianni
Dar Es Salaam, 26 febbraio 2008
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