Per i Cresimandi un dono da ricevere e da fare.

Niente “pensierino” per i catechisti, va tutto in dono a Tobias e Ottonaly, due orfani africani.

A volte capita che a fine anno, i nostri genitori, o noi stessi a volte, sentiamo di dover "compensare", se così si può dire, il buon operato della nostra professoressa di matematica o di italiano, o meglio di coloro che ci hanno trasmesso in Parrocchia il sapere cattolico e cristiano.

A volte capita che quel "pensierino" fatto con tanto amore e dedizione, quel pensiero così gentile abbia il suo massimo spunto nel momento in cui vediamo quel sorriso inaspettato e commosso della persona a cui lo porgiamo, poi finita l’esperienza della scuola e dell’anno di catechismo si perde quel più, quel significato particolare di cui quel dono si era fatto carico. A volte lo si dimentica perfino.

«Quest'anno abbiamo voluto fare diversamente», racconta Lucia Agrosì, responsabile della catechesi parrocchiale, «quest'anno tutti i catechisti, d'accordo con il Parroco Don Oreste Maggiulli ed i genitori dei cresimandi, hanno voluto scegliere diversamente…». Il 24 di settembre scorso, data del sacramento della Riconferma battesimale nella parrocchia San Nicola Vescovo, è stato un giorno di aggregazione e di dono, la nostra comunità ha voluto porgere un dono importante alla comunità di Iringa in Africa.

Padre Gianni Treglia, missionario della Consolata in Tanzania, ad Iringa appunto, aveva messo a conoscenza la nostra comunità della vicenda esistenziale di due gemelli di otto anni di nome Tobias e Ottonaly, orfani di padre, i quali vivevano una situazione di indigenza alimentare e difficoltà nell’accesso all’istruzione. «Abbiamo scelto», spiega Lucia Agrosì, «di donare la somma di denaro, che negli scorsi anni era stata impiegata nell'acquisto del "pensierino" per noi catechisti, ad un opera di sostentamento e di miglioramento delle condizioni di vita di due ragazzi meno fortunati dei nostri cari cresimati ragazzi. Questo sentimento di dono, è in linea con gli intenti ed il messaggio degli stessi volontari che nella nostra parrocchia operano a favore dei ragazzi, nel nostro gruppo di catechisti è particolarmente viva e alta la sensibilità nei confronti dei bisogni di chi è povero, affamato, o conosce la tragedia della guerra e delle malattie. E’ proprio il caso di dirlo che il sorriso di due bambini nostri fratelli conta quanto l’onore e il rispetto di una comunità che cresce nella cristianità e nel dono verso gli altri.»

E’ l’ora dei ringraziamenti questa, grazie a tutti i genitori e ai catechisti:

Articolo di Nicola Santoro, dicembre 2006

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