Il ciclone Favio

Carissimi amici,

è di questi giorni (22 febbraio, per la precisione) la notizia che un potente ciclone di nome Favio, che ha raggiunto velocita fino a 240 km orari, si è abbattuto su una regione sud del Mozambico.

Ho cercato di stare attento alle notizie date in Italia (tra TG e internet) e nonostante sia passata una settimana non ho visto alcunché. E' possibile che mi sia sfuggita... ma ci credo poco!

Un mio confratello missionario della Consolata che lavora proprio in quella zona così scrive: "È una città distrutta, ormai in ginocchio. Sono ancora sotto shock. Il panorama è completamente cambiato e questa tranquilla cittadina sul mare adesso è solo un ammasso di lamiere e detriti. Non si tratta di un "qualcosina" che ha spazzato via quattro capanne, ma di un vero e proprio ciclone che ha abbattuto non solo alberi di grosse dimensioni, ma anche e soprattutto abitazioni costruite in muratura e ferro! ... per non parlare delle capanne, visto che comunque sempre di Africa si tratta!

Ovviamente la regione colpita non ha alcun interesse turistico, anche se, vi garantisco, è di una bellezza eccezionale! Anche se fortunatamente ha fatto pochissime vittime, tra di esse non c'è alcun europeo o americano, neanche tra i missionari! Purtroppo è lontana, anzi lontanissima dagli occhi dei media e per questo zona dimenticata.

Devo così continuare a sentire al TG, per 1,2,3... volte, che una diva di playboy è morta giovane, ha lasciato una bambina piccola con una grossa eredità, che ci sono almeno un paio di papà che si contendono il "fagottino", ...

Cosa occorre pensare, "ci fosse stato almeno un morto italiano, europeo, americano, di quelli che 'contano' per l'opinione pubblica!" per sperare che stampa e notiziari ne riportassero l'accaduto? Se così è (non se così fosse) sono ancora più amareggiato. Purtroppo mi accorgo sempre di più che l'Africa conta quando può "dare", quando il tornaconto è di gran lunga più grande dell'investimento. Le persone povere, con poca voce per gridare, continuano ad essere dei poveri "cristi" destinati, come da "copione", al Calvario della croce, con pochi fedeli, spesso inermi, a consolare e piangere per loro.

Scusate, amici miei, per questo sfogo! Non sto parlando del Tanzania in cui vivo. E' il Mozambico! Ma sempre l'Africa, sempre la povera gente, ... sempre gli stessi drammi dimenticati.



p.gianni

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