E’ domenica mattina e Palazzo De Donno in piazza è assiepato da uomini e donne. La tradizione che vede Cursi vicina all’Africa continua negli anni, per il forte attaccamento ai valori che i nostri concittadini suor Damiana Afrune prima e Padre Gianni Treglia adesso hanno impresso alla nostra comunità.
Dopo il saluto del sindaco, Edoardo Santoro, che ha richiamato l'identità della nostra comunità e il legame con la terra d'Africa, è intervenuto il missionario comboniano Padre Gianni Capaccioni, che ha ricordato la sua esperienza in terra d'Africa, portando all’attenzione dei presenti alcuni dipinti di artisti africani, tra questi il quadro realizzato dai bambini di Korogocho sulla discarica di Nairobi, che il padre comboniano ha portato con se ed esposto in occasione della presentazione del libro.
Successivamente sono intervenuti i professori Pietro Fumarola e Eugenio Imbriani, docenti di antropologia culturale presso l’Università del Salento, che hanno sommariamente illustrato il "diario" di Antonietta Pignataro. Le conclusioni sono state affidate all’autrice che ha ricordato "le immagini della sua reminescenza" tra la sua terra, impregnata dal ricordo della sua famiglia e la terra d'Africa. "Poveri, ma puliti: ricordalo!", sono le parole della madre dell’autrice alla ricerca di un contatto affinché tutti possiamo sentirci "famigliari", per perderci "nei… grandi occhi" dei bambini di Korogocho.
La manifestazione è stata arricchita dai canti realizzati dal gruppo scout A.G.E.S.C.I. Maglie 1° accompagnati dalla chitarra di Filippo Gervasi.
La speranza e l'auspicio lanciato in occasione della conferenza è quello presente nel proverbio swahili enunciato nella postfazione del libro: "Il mondo non ci stato lasciato in eredità dai nostri padri, ma ci viene dato in prestito dai nostri figli". Un modo come un altro per dire che la solidarietà non si predica, ma si pratica. Donne come Antonietta Pignataro ci danno la forza non di sognare, ma di credere che un cambiamento, che una speranza per le popolazioni africane è ancora possibile.
Maria Antonietta Pignataro nasce a Mesagne (Br) e da qui si allontana solo nel periodo in cui segue la famiglia costretta ad emigrare in Germania, esperienza che la segna fortemente. Sposata, ha due figlie che collaborano con lei nelle varie attività dell’associazione “Huipalas”, nata per sostenere i diversi progetti a Korogocho (slum di Nairobi) in Kenia. Capo scout da circa vent’anni ha ricoperto in A.G.E.S.C.I. diversi incarichi, ha scritto poesie e racconti che sono ancora inediti.
Articolo di Nicola Santoro, gennaio 2007
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